Le concause e il calcolo dell’indennizzo tutto quello che si deve sapere

Quando arriva l’indennizzo tutte le voci che vengono presentate da conoscere

Se già è difficile interpretare alla stipula il contratto, altrettanto problematico sarà interpretare il foglio dell’indennizzo, quindi di seguito vi do almeno qualche dritta, e poi se doveste avere bisogno approfittate del blog scrivetemi le domande sarà mia premura rispondervi.

indennizzo infortuni

Però il mio obbiettivo è darvi le nozioni base per evitare che le persone possano abbindolarvi con qualche parolone che alla fine magari è una piccola postilla che ignoravamo l’esistenza.

Una delle cose principali da tenere presente si chiama concausa, e va valutata molto bene in caso di indennizzo, perché se lo leggete nel vostro foglio sappiate che è sempre per togliere percentuale di indennizzo, quindi è una parola che non ci piace di sicuro.

Vi faccio un esempio pratico, se ci troviamo a subire un infortunio che ci lascia invalidità permanente al braccio al 7% ci viene pagata una cifra pari alla percentuale del danno, se però tempo dopo subiamo sullo stesso braccio altro infortunio che fa si che passiamo al 14 o altra cifra di percentuale di invalidità non riceveremo nessun indennizzo perché arriva la nostra amica concausa, cioè secondo l’assicurazione hanno già indennizzato l’infortunio e non è cumulabile con il danno subito in precedenza, le uniche concause quietanzate sono quelle di malattie portate dall’infortunio, ad esempio se ci morde un animale viene indennizzata eventuale infezione che può formarsi.

A questo punto per sapere se il vostro danno verrà indennizzato o no dobbiamo vedere le clausole che abbiamo stipulato. La vostra copertura è h 24 oppure avevate limitazioni? Il vostro infortunio è accaduto in momenti o luoghi non contemplati dalla polizza? E poi se tutto vi porta verso l’indennizzo, beh, rilassatevi, aspettate perché il foglio principale che vi farà capire quanto avrete di indennizzo è il verbale con le percentuali di danno permanente e non che vi faranno i medici.

Autore dell'articolo: Debora

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